Un giorno vivibile ogni 10


Deve aver sospirato il Ministro dell’ambiente all’arrivo della pioggia nei giorni passati: dopo una lunga e tenace resistenza a non fare assolutamente nulla, stavolta era stato costretto, quasi come un vero Ministro, a mettere in atto improrogabili provvedimenti contro le “polveri sottili”, ritenute responsabili addirittura di un aumento della mortalità. Per carità, prevalentemente i soliti vecchietti succhiapensioni che, però, sempre elettori sono. Finalmente il cielo finalmente è pulito, e non se ne parli più.

Immaginatevi, infatti, se si fosse dovuto veramente abbassare la temperatura massima di abitazioni e uffici a 18 gradi: gente costretta a mettersi la maglia di lana per poter continuare a stare in camicia e magari, al colmo della disperazione, obbligata a fare anche un po’ di movimento, in casa! Tecnici dell’ambiente in giro a disturbare famiglie e lavoratori per i dovuti controlli; proteste dei farmacisti per il crollo dei consumi di farmaci antinfluenzali per l’inevitabile dimezzamento del numero di malattie respiratorie dei bambini (dovuto all’abbassamento della temperatura negli ambienti chiusi).

Insomma precipitati di colpo in un clima da secondo dopo guerra, quando d’inverno, senza termosifoni, si tendeva a stare tutti insieme in cucina per scaldarsi un po’, e i ragazzi per studiare in pace andavano col cappotto in un’altra stanza o sotto le coperte. Per non parlare dell’obbligo dei 30 all’ora in città.

Secondo l’illuminato Ministro, prima l’aria deve diventare e mantenersi irrespirabile per almeno sette giorni; all’ottavo giorno scattano i provvedimenti, l’aria migliora in due tre giorni, giusto il tempo per convincere tutti i sopravvissuti a tornare all’aria aperta, e a quel punto tutto come prima: riscaldamento a tutta, aria mefitica e auto in ogni dove.

Se per cambiare le regole ci vogliono sette giorni di aria avvelenata e minimo altri due per renderla respirabile, per poi ricominciare come prima, il risultato è un giorno vivibile ogni dieci; a meno che non piova tutto l’anno. Più di questo i nostri eletti non ci concedono. Chissà se avranno il coraggio di spiegarlo ai loro figli e nipoti.

Lucio Piermarini
Pediatra, ciclista e autore di UPPAgiornoinvivibile