Lettera aperta a Beppe Grillo


Il Forum Rifiuti Zero ,pubblica la lettera aperta scritta da Paul Connett e Rossano Ercolini.

Per quanto riguarda Torino ,il Forum resta in attesa di una risposta con la speranza di una costruttiva collaborazione con l’amministrazione.

 

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l Prof. Paul Connett, padre della strategia Rifiuti Zero e Rossano Ercolini, Goldman Environmental Prize 2013 e presidente di Zero Waste Italy, scrivono una lettera aperta al leader dei 5 Stelle riguardo le prime azioni e decisioni politiche dei neoeletti sindaci di Roma e Torino nei confronti dell’incenerimento come modalità di gestione dei rifiuti nelle due grandi città.

 

Caro Beppe,
spero che tu stia bene, nel corpo e nello spirito.
Io e Rossano ti stiamo scrivendo oggi riguardo alla situazione a Roma e Torino. Siamo infatti
piuttosto preoccupati circa il fatto che i due neoeletti sindaci 5 Stelle delle due città stiano
dichiarando – e peggio – facendo nomine istituzionali che sembrano voltare le spalle alla
strategia Rifiuti Zero, favorendo piuttosto l’uso retrogrado di inceneritori e discariche. Ti
scrivo nella speranza che tu possa agire per poter riportare sulla strada scelta dai 5 Stelle gli
attivisti che hanno preso la via.
Come sai sono stato in Italia molte volte per collaborare con Rossano Ercolini e diversi altri
attivisti che combattono contro gli inceneritori e promuovono la strategia Rifiuti Zero. In
queste occasioni ho più volte lavorato insieme a membri degli Amici di Beppe Grillo e del
Movimento Cinque Stelle.
Una storia che amo raccontare spesso durante i miei interventi pubblici è come pochi anni fa i
membri di una delegazione degli Amici di Beppe Grillo (vi erano circa 600 gruppi in Italia
all’epoca) durante un incontro con te, dopo averti detto che amavano le tue idee, ti chiesero
che cosa volevi che loro facessero. Tu rispondesti “tornate a casa, nella vostra città e
miglioratela”. Secondo me questo semplice consiglio ebbe come esito il cambiamento della
politica italiana, che dalle “parole” passò ai “fatti”, anche grazie alla creazione del
Movimento 5 Stelle inteso come azione dal basso. Uno dei risultati fu che molti attivisti
proposero e fecero adottare la strategia Rifiuti Zero nella propria comunità.
Considerevolmente, questo movimento ha visto l’elezione di ben 140 attivisti, promossi dal
basso, in parlamento e ancora l’elezione di molti sindaci 5 Stelle in città di notevole
importanza come Parma, Torino e Roma. Persino il New York Times ha parlato dell’elezione
del sindaco di Roma.
Ho raccontato con entusiasmo a tutti i miei amici negli Stati Uniti (e anche in altri paesi)
riguardo questi accadimenti di cui molti non erano a conoscenza. Speravo vivamente che
quanto accaduto in Italia con il Movimento 5 Stelle potesse dare nuove energie anche ai
giovani di altri paesi nel migliorare le proprie comunità e che questo, inoltre, conducesse altri
attivisti ad ottenere posizioni politiche importanti in modo da poter influenzare – e migliorare
– sia la sfera politica locale che nazionale.
Speravo davvero che il caso italiano potesse creare maggiori opportunità per i leader politici
di collaborare più strettamente con i cittadini in modo da fondare politiche comunitarie attente
agli interessi della popolazione, della comunità e del pianeta stesso, andando quindi oltre gli
interessi delle lobby (in particolar modo, quella non sostenibile dell’incenerimento) e delle
organizzazioni criminali.
Vista l’importanza di Roma nella sfera politica italiana, pensavamo che la nomina del nuovo
sindaco sarebbe stata una grande vittoria anche per il movimento Rifiuti Zero; tuttavia, le
cariche istituzionali successivamente nominate sembrano volere reintrodurre la possibilità
della combustione dei rifiuti nella regione Lazio e di nuove discariche. Questo, ancora una
volta, rischia di dare una posizione prominente al proprietario della discarica di Malagrotta, il
Sig. Cerroni, più volte screditato dalla sua conduzione nociva e fallimentare della stessa.
A nostro avviso, il Sig. Cerroni dovrebbe piuttosto stare in prigione visto i danni da lui fatti
alla comunità e all’ambiente. Ma la cosa più preoccupante è che queste nomine e azioni
sembrano andare contro la volontà di quegli attivisti che hanno eletto l’amministratore che li
dovrebbe rappresentare e non fare altro che i loro interessi.
Allo stesso modo, anche a Torino il neoeletto sindaco ha incaricato come dirigente
dell’azienda che gestisce l’inceneritore di Gerbido, la TRM, un tecnico favorevole
all’incenerimento.
Come abbiamo spesso ripetuto, l’emergenza rifiuti non si risolve con tecnologie migliori ma
migliorando l’organizzazione, l’educazione civica e la progettazione industriale. C’è il bisogno
di attivisti dal basso a Roma e Torino – così come designers professionisti all’Università di
Roma e scuole di design come l’ISIA – per aiutare i nominati neo-eletti amministratori per
raggiungere gli obiettivi proposti dal Movimento.
In breve, temiamo che gli sviluppi attuali stiano mettendo da parte proprio le persone, chiave
della risoluzione delle problematiche relative ai rifiuti sia a Roma che a Torino.
Ti stiamo scrivendo in questa circostanza, a nostro avviso estremamente critica, nella
speranza che tu possa aiutare a tenere vivo il vostro – e nostro – sogno, quello di Rifiuti Zero.
Ci teniamo ad offrirti questi consigli (la maggior parte dei quali sono stati discussi nel mio
libro, The Zero Waste Solution: Untrashing the Planet One Community at a Time, Chelsea
Green, 2013)  in questa occasione perché crediamo che Roma, attraverso l’energia e
l’entusiasmo degli attivisti possa risolvere la crisi dei rifiuti in modo tale da ispirare altre città
a muoversi verso modelli più sostenibili e di economia circolare.
Ormai sappiamo che la strategia Rifiuti Zero (separazione alla fonte, raccolta porta a porta,
compostaggio, riciclo, centri di riuso e di separazione, ricerca rifiuti zero, tariffazione
puntuale, separazione del residuo e stabilizzazione biologica della frazione organica) funziona
al suo meglio in piccole comunità, per questo c’è bisogno che Roma venga suddivisa in tante
piccole frazioni così che la raccolta porta a porta (fondamentale per raccogliere un flusso di
organico pulito che può essere riutilizzato in agricoltura) sia organizzata al meglio. In questo
campo gli attivisti possono svolgere un ruolo centrale. La leadership politica di Roma ha
bisogno di essere incoraggiata a fondare centri di riuso e riparazione per facilitare lo sviluppo
delle comunità romane. Questi centri possono agire come punti di educazione e raccoglimento
(per esempio, gli attivisti potrebbero spiegare ai cittadini, in modo personale, i dettagli e
l’importanza dell’intero progetto di Roma). L’energia degli organizzatori dei movimenti dal
basso deve essere utilizzata per incoraggiare attività quali compostaggio di comunità, orti di
quartiere e altre azioni comunitarie che educhino e formino la popolazione.
In più, pensiamo che gli amministratori di Roma, e di Torino, debbano negoziare con gli
agricoltori, creando una collaborazione che impieghi la frazione
organica, pulita, presa dalla
raccolta differenziata cittadina. Come San Francisco, che ha attuato questo sistema con
successo, gli amministratori dovrebbero lavorare con ristoranti e hotel. In questo senso è
fondamentale organizzare e formare lo staff delle cucine in modo da facilitare la generazione
di una discreta quantità di frazione organica utilizzabile. In questo contesto l’impiego di
incentivi di tipo educativo ed economico (per esempio, costi più bassi per lo scarto di
organico pulito paragonato a quello dei rifiuti indifferenziati) possono essere molto utili.
Queste negoziazioni possono essere facilitate dalla fondazione di squadre composte da
amministratori e attivisti dal basso.
Una volta che l’organico viene debitamente trattato, anche le città più grandi possono gestire
gli scarti riciclabili in modo semplice, efficace e redditizio.
Tuttavia, grandi idee come queste finiranno nel dimenticatoio se i nuovi sindaci di Roma e
Torino prenderanno scorciatoie che portano al consolidamento di strutture costose e
inquinanti che distruggono i rifiuti invece di ri-organizzare la conservazione di risorse per lo
sviluppo e la sostenibilità delle comunità.
Beppe, ti prego, aiutaci a tenere vivo il tuo sogno a Roma e Torino (come esempio per il resto
d’Italia) incoraggiando i nuovi sindaci a rendere il coinvolgimento dei cittadini (specialmente
i più giovani) nella risoluzione delle crisi dei rifiuti la loro priorità assoluta.
Con stima,
Paul Connett e Rossano Ercolini